8 dicembre

Dopo una piccola pausa del 7 dicembre, giorno nel quale non ho pubblicato il mio quotidiano post sull'accaduto, oggi 8 dicembre cito la ricorrenza più titolata del calendario, che quest'anno cade di giorno festivo (poiché sarebbe festività anch'essa): l'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Questa ricorrenza è, per la Chiesa Cattolica, un dogma di fede, ovvero una verità data per assodata e non necessariamente dimostrabile. Nel caso specifico, è ovviamente qualcosa che si può accettare solamente per fede e non per ragione: Maria di Nazareth non è stata intaccata dal peccato originale, fin dal primo istante del suo concepimento; questo perché Dio la scelse come Madre del suo Figlio, e pertanto dovette obbligatoriamente nascere senza peccato.

Unitamente alla festività dell'Immacolata, oggi si ricordano anche San Natale Chabanel, San Patario (o Patapio), San Romarico e San Sofronio di Cipro.

Oggi 8 dicembre è una giornata storica per il mondo della musica, a livello mondiale. Se dovessi usare un'espressione per me tipica, direi che gli avvenimenti di oggi hanno un'importanza spaziale.

Cominciamo dal primo, in ordine di tempo.

Correva l'anno 1976, ed un gruppo musicale dal genere country rock che ha esordito nei primi anni '70, "tira" fuori un pezzo che diventa una pietra miliare della storia musicale di tutti i tempi. Loro sono gli Eagles, ed il loro pezzo, manco a dirlo, è Hotel Califonia. Un brano che spazia dal folk rock ad un album-oriented rock, accompagnando melodicamente l'ascoltatore in una piacevolissima sequenza di oltre sei minuti di puro spettacolo musicale.

Hotel California è stato Grammy Award nel 1978 (ben due anni dopo la sua pubblicazione).

La celebre rivista Rolling Stone la colloca alla posizione numero 49 della classifica delle cinquecento migliori canzoni di sempre. Val bene ricordare anche la menzione dell'assolo di chitarra, classificato all'ottavo posto della rivista Top 100 Guitar Solos.

Il secondo avvenimento, decisamente più mesto ma di clamore mondiale, è quello che vede la morte di John Lennon per mano di Mark David Chapman.

Celebre la semplice frase pronunciata dall'assassino, «Mr Lennon!», prima di infierire sei colpi di pistola, dei quali cinque vanno a segno nella schiena del cantante dei Beatles, che cade a terra sotto gli occhi della moglie Yoko Ono.

Seppure trasportato d'urgenza in ospedale, i medici non poterono far altro che constatare il decesso. Erano le 23:07 di un lunedì 8 dicembre 1980: con John Lennon se ne va un musicista, un cantante, un pacifista, un leader giovanile, e pure un filosofo!

Non per niente le canzoni Imagine e Give Peace a Chance rimangono immortalate nella storia della musica come due inni alla pace universale.

La mattina in cui Lennon fu ucciso, rimase immortalato in uno scatto di Annie Leibovitz, passato ovviamente alla storia non solo per essere l'ultimo scatto in vita del colossale cantante, ma anche per il significato artistico della foto: il contrasto fra la nudità e la posizione fetale di Lennon con la più composta e vestita Yoko Ono.

 

Annie Leibovitz – Yoko Ono; John Lennon (1980)

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