7 febbraio

Il primo nome da ricordare in questo 7 febbraio è quello di San Teodoro.

Figura assai emblematica quella di Teodoro, poiché il martire venerato a Rastiglione è considerato il protettore dei militari, delle reclute... e dei ladri!

Nacque in Siria o in Armenia (non si sa bene) ed era ancora giovanissimo e da poco aggregato all'armata romana, quando subì il martirio: per questo gli fu dato il soprannome di Tirone. Già dai suoi primi anni, sentiva egli ardere nel cuore vivissimo l'amore a Gesù Cristo ed il desiderio di farlo conoscere a coloro che vivevano nelle tenebre della idolatria.

Di costumi illibati, non si contaminò mai col peccato che egli riteneva come il suo unico e vero nemico contro il quale doveva combattere. Pieno di fede, ben lungi dal nasconderlo lo portava anzi in un certo qual modo scritto sulla fronte e lo manifestava palesemente in tutte le sue opere.

Egli si trovava di quartiere con la sua legione in Amàsya, città principale della provincia del Ponto, allorché gli imperatori Massimiano Galerio e Massimiano Daja, che comandavano in Oriente, rinnovarono nell'anno 306 la persecuzione mossa già sin dall'anno 303 contro i cristiani dagli imperatori Diocleziano e Massimiano Erculeo. Il tribuno di Teodoro, cioè il suo colonnello, gli comandò di obbedire agli ordini imperiali sacrificando egli pure agli dei dell'impero. Con tutta franchezza e coraggio l'eroico giovane rispose: «Io non riconosco gli dei dell'impero: adoro Gesù Cristo, figlio di Dio. Se per far ciò è necessario ch'io perda le sostanze, l'onore e la vita, sono pronto a tutto piuttosto di mancare di fedeltà al mio Dio».

Fu condotto pertanto davanti al Governatore della città, il quale alla presenza del suo tribuno l'esortò a seguire l'esempio degli altri suoi compagni, i quali avevano obbedito e già sacrificato. Adoperò dapprima parole facete e piacevoli per persuaderlo, poi passò alle minacce per atterirlo, ma il valoroso giovane disprezzò le une e le altre, e dopo aver spiegato in compendio le verità del Cristianesimo, soggiunse: «Questa è la mia religione, questa la mia fede, che io non rinnegherò giammai a costo di qualunque sacrificio». I giudici, fingendo di essere pieni di compassione per la sua giovinezza, lo rimandarono libero, dandogli il tempo di riflettere per deliberare, sperando che si sarebbe più tardi arreso. Teodoro invece impiegò questo tempo per chiedere a Dio la grazia della perseveranza e ad incoraggiare i cristiani perseguitati, perché non venissero meno nella confessione del nome di Gesù Cristo. In questo frattempo il Santo compi anche un'azione assai strepitosa che da San Gregorio è celebrata con grandi elogi: conviene dunque pensare che gli fosse ispirata da Dio, perché questa di seguito narrata è fuori dalle regole comuni ed ordinarie.

Nella città di Amàsya vicino ad un fiume sorgeva un magnifico tempio famoso dedicato alla dea Cibele, che i pagani adoravano come la madre degli dei. Teodoro dunque di nottetempo, vi appiccò il fuoco mentre soffiava un vento impetuoso, cosicché tutto l'edificio in breve tempo si ridusse in cenere. Il Santo non usò alcuna industria per occultarsi, anzi si mostrava apertamente lietissimo di aver distrutto quel tempio della superstizione pagana. Nuovamente arrestato, venne battuto con verghe e straziato orribilmente con pettini di ferro. Durante questi supplizi, Teodoro non perdette mai la sua tranquillità: solo lo si udiva ripetere sovente: «Benedicam Domino in omni tempore: Benedirò il Signore in ogni tempo». Per una terza volta il santo giovane confessò coraggiosamente Gesù davanti ai giudici, dopodiché fu condannato ad essere bruciato vivo. L'intrepido confessore, da vero soldato di Cristo, affrontò con animo lieto e sereno la morte nell'anno 306. L'opinione più probabile è che Teodoro soffri il martirio il 17 di febbraio, giorno in cui egli è onorato dai greci e dai moscoviti.

Oltre a San Teodoro, oggi ricordiamo anche San Riccardo, Sant'Egidio Maria di San Giuseppe, San Guarino di Palestrina, San Mosè I Eremita e vescovo dei Saraceni, San Partenio e San Patendo.

Doverosamente faccio gli auguri a Vasco Rossi per i suoi 68 anni, ma come è mia abitudine, cerco di dare più spazio agli accadimenti rispetto agli auguri di compleanno.

Andiamo negli anni '70, chiedendo a Barry Eugene Carter, in arte Barry White, quante copie ha venduto il suo “Love's Theme”, suonato magistralmente dalla geniale intuizione del cantante polistrumentista R&B chiamata Love Unlimited Orchestra.

Il numero non sarà mai terminato, poiché solo oggi 7 febbraio 1974, ad appena pochi mesi dalla sua pubblicazione del novembre 1973, il singolo ricevette il Disco d'Oro! Esattamente Disco d'Oro negli Stati Uniti per aver superato le cinquecentomila copie certificate!

 

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