Special ZZ Top

Quella Carezza della Sera, 13 novembre 2018

Quando si parla di icone, specialmente nel mondo artistico musicale, si è soliti identificare un artista o un gruppo musicale che abbia non solo fatto storia, ma abbia per lo più caratterizzato un periodo, un’epoca, o anche un momento storico.

Ecco, i ZZ Top sono un’icona della musica rock

Partiamo da questo postulato per raccontare due note di questa storica band degli anni ’70 (che però è tuttora in attività), che è stata inserita, a nostro parere di diritto, nel Rock and Roll Hall of Fame


Cinquanta milioni di album venduti, dei quali la metà solamente negli Stati Uniti, tre MTV Music Awards, sei podi della Mainstream Rock Chart: non male per la band barbuta che consta un nutrito elenco di successi in cinquant’anni di carriera! O meglio… Cinquanta esatti saranno il prossimo anno, perché la band si formò nel 1969 in Texas, ma possiamo sintetizzare facilmente con questo numero.

A proposito di barba: quando ti puoi permettere di rifiutare ben un milione di dollari nel 1984 da una nota casa produttrice di rasoi, perché il tuo look probabilmente rende molto di più, hai preso la strada giusta del branding nel mondo del rock! Altro punto tanto curioso quanto paradossale è quello del componente della band che non ha portato sempre la barba lunga: il batterista Frank Beard, ovvero il cognome che manco a farlo apposta significa proprio barba.

La critica li ha collocati nel più ampio mondo del rock, facendo loro abbracciare il blues, il boogie, il country, l’hard rock, l’arena rock ed il rock & roll. Nei loro ventotto album pubblicati, dei quali undici sono raccolte, si possono apprezzare in particolar modo le sonorità tipiche degli anni ’70, benché le loro produzioni sono giunte fino al 2012 con l’album in studio La Futura.

Geronimo Carreras

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